Batterie al sodio Heiwit: come funzionano e cosa cambia rispetto al litio
Accumulo agli ioni di sodio: come funziona, in cosa si differenzia dal litio LFP e come si valuta davvero, con i dati dichiarati dal produttore Heiwit.

Una batteria di accumulo permette di usare la sera, o nelle ore di nuvolo, l'energia che l'impianto fotovoltaico produce di giorno. Per anni la scelta si è giocata quasi solo tra batterie al litio. Oggi si parla anche di batterie agli ioni di sodio: una tecnologia diversa, che non sostituisce il litio ma amplia le possibilità di scelta. In questa guida spieghiamo come funziona, in cosa si differenzia dal litio ferro fosfato (LFP) e quali dati sono dichiarati dal produttore Heiwit. Per le basi dell'accumulo vedi anche Batteria da 10 kWh: quanta energia puoi usare davvero.
1. Come funziona una batteria agli ioni di sodio
Il principio è lo stesso delle batterie ricaricabili che conosciamo: durante la carica gli ioni si spostano da un elettrodo all'altro e immagazzinano energia; durante la scarica fanno il percorso inverso e l'energia torna disponibile. Nelle batterie al litio a muoversi sono ioni di litio, in quelle al sodio ioni di sodio. Il sodio è un elemento molto diffuso in natura (è nel comune sale da cucina) e queste celle non usano litio. Il produttore dichiara che le sue batterie non contengono né litio, né cobalto, né nichel.
Accanto alle celle c'è sempre il BMS (Battery Management System), l'elettronica che controlla tensione, corrente e temperatura e comunica con l'inverter. La qualità di un sistema di accumulo dipende dall'insieme di celle, BMS, inverter e installazione, non dalla sola chimica.
2. Differenze fra sodio e litio LFP
Il confronto va letto come un quadro generale: caratteristiche e prestazioni cambiano da modello a modello e con le condizioni operative. Nessuna delle due tecnologie è sempre migliore dell'altra.
| Aspetto | Ioni di sodio | Litio ferro fosfato (LFP) |
|---|---|---|
| Composizione | Ioni di sodio, senza litio. Le materie prime sono diffuse, ma la filiera è ancora giovane. | Ioni di litio con catodo al ferro fosfato, senza cobalto. Filiera matura e consolidata. |
| Ingombro | Densità energetica in genere inferiore: a parità di kWh può servire più spazio. | Densità energetica in genere maggiore: sistemi spesso più compatti. |
| Basse temperature | Alcuni modelli dichiarano buone prestazioni anche a temperature rigide. Va verificato sulla scheda del singolo prodotto. | Prestazioni e limiti di carica a basse temperature dipendono dal modello e dal sistema di riscaldamento. |
| Compatibilità | Dipende dall'inverter: i sistemi oggi sul mercato sono meno numerosi e spesso abbinati a inverter specifici. | Ampia disponibilità di inverter e batterie compatibili. |
| Durata dichiarata | Dichiarata dal produttore per modello, con condizioni di prova da leggere sulla scheda. | Dichiarata dal produttore per modello, con condizioni di prova da leggere sulla scheda. |
| Costi | Il prezzo effettivo del sistema completo varia e va confrontato con un preventivo, non con la sola tecnologia. | Offerta ampia e prezzi molto variabili: si confronta il sistema completo. |
Non esiste una tecnologia “sempre più sicura, economica, ecologica o duratura”: contano il modello, l'installazione e l'uso reale.
3. Le batterie Heiwit
Heiwit S.p.A. è un'azienda italiana con sede legale a Varese e sede operativa a Caronno Pertusella (VA). Secondo il sito del produttore, progetta e produce il sistema di accumulo agli ioni di sodio; le celle sono selezionate e qualificate da Heiwit. Il sistema viene venduto tramite installatori. I dati che seguono sono quelli dichiarati dal produttore per il modulo NA-48V210Ah sul sito heiwit.com (consultato il 16 ottobre 2026), non misure di ErgonSì.
- Capacità: 10 kWh per modulo, 48 V; fino a 3 moduli in parallelo. Capacità utilizzabile in kWh non indicata: la scheda riporta una profondità di scarica (DoD) consigliata del 90%.
- Potenza: potenza massima di carica e scarica 5.000 W (corrente massima 100 A); picco in uscita 6 kW. Una potenza continua separata non è indicata.
- Cicli: oltre 6.500 cicli stimati a DoD 90%, con capacità residua del 70%.
- Garanzia: 10 anni, con assistenza in Italia. Condizioni e limiti vanno letti nel documento di garanzia.
- Temperature: scarica da −25 a +60 °C; carica da 0 a +60 °C.
- Inverter: il produttore indica gli ibridi VIRGO (monofase, 3–6 kW) e LYBRA (trifase, 6–12 kW), che comunicano direttamente con il BMS.
- Dimensioni e peso: 465 × 268 × 918 mm, meno di 116 kg; installazione solo in ambiente interno (grado di protezione IP20).
- Certificazioni dichiarate: marcatura CE del sistema, connessione alla rete CEI 0-21 (varianti V1:2022 e V2:2024), prova volontaria TÜV SÜD sul pacco batteria e BMS (PPP 51096A:2023), norme di sicurezza della serie IEC/EN 62040-1.
Le specifiche non riportate sui documenti ufficiali, come capacità utilizzabile in kWh e termini completi della garanzia, non le pubblichiamo: le chiediamo al produttore prima di ogni proposta.
4. ErgonSì e le prime installazioni in Italia
ErgonSì ha già installato sistemi di accumulo Heiwit su impianti reali e ha maturato esperienza diretta su integrazione, spazi, messa in servizio e gestione dell'energia. ErgonSì si colloca, secondo le informazioni raccolte dall'azienda, tra i primi installatori in Italia ad aver adottato i sistemi di accumulo agli ioni di sodio Heiwit. Si tratta di un'informazione interna all'azienda, non di un primato certificato da terzi né verificato in modo indipendente.



Alcuni lavori sono visibili in impianti realizzati; i dati dei clienti non vengono mai pubblicati.
5. Conviene scegliere il sodio o il litio?
Dipende da cinque fattori, da valutare insieme:
- Consumi: quanta energia serve davvero la sera e la notte.
- Potenza: quali carichi vanno alimentati insieme (cucina, pompa di calore, auto elettrica).
- Spazio: dove può stare la batteria, in ambiente interno o esterno, e con quali ingombri.
- Prezzo effettivo: costo del sistema completo installato, non del solo modulo.
- Compatibilità e obiettivi: inverter, impianto esistente, eventuale backup.
Prima di un calcolo sui dati reali non indichiamo risparmi: il ritorno economico si stima sui consumi orari e sul prezzo del sistema.
6. È possibile aggiungere una batteria a un fotovoltaico già esistente?
Spesso sì, ma non è garantito. Le configurazioni più comuni sono due:
Collegamento lato corrente continua (DC)
La batteria si collega all'inverter ibrido, che gestisce insieme moduli e accumulo. Di solito richiede un inverter predisposto: se quello esistente non lo è, può essere necessario sostituirlo.
Collegamento lato corrente alternata (AC)
La batteria ha un proprio inverter e si inserisce nell'impianto domestico, lasciando in genere invariato l'inverter del fotovoltaico. Richiede una verifica su potenza, quadri, misura dei flussi e pratiche.
Il produttore Heiwit accenna a configurazioni su impianti esistenti, senza dettagli tecnici pubblici: per questo non assicuriamo compatibilità universale e valutiamo ogni impianto singolarmente.
7. Come ErgonSì sceglie il sistema di accumulo
- Osservare: impianto, quadro elettrico, spazi disponibili, abitudini della famiglia.
- Misurare: produzione, prelievi e fasce orarie, dalle bollette e dai dati disponibili.
- Valutare: tecnologie e modelli compatibili, con i dati dichiarati dai produttori e il prezzo reale del sistema completo.
- Decidere: con il cliente, anche scegliendo di non installare la batteria se non è conveniente.
La scelta non parte dalla marca, ma dalle esigenze energetiche dell'edificio. Il quadro generale è nella pagina fotovoltaico e accumulo.
8. Domande frequenti
Una batteria al sodio può sostituire una al litio nel mio impianto?
Non in modo automatico. Una batteria si abbina all'inverter con cui è progettata per comunicare. Per questo la compatibilità va verificata caso per caso: modello di inverter, tensione, protocollo di comunicazione e impianto esistente.
Le batterie al sodio sono più sicure del litio?
Non si può dire in generale. La sicurezza dipende dalla chimica, ma anche dal sistema di gestione (BMS), dall'installazione e dalle certificazioni del prodotto. Per questo guardiamo la documentazione del singolo modello e non la sola tecnologia.
Quanto durano le batterie al sodio Heiwit?
Il produttore dichiara oltre 6.500 cicli stimati a profondità di scarica del 90%, con capacità residua del 70%, e 10 anni di garanzia. Sono dati dichiarati dal produttore: i termini completi della garanzia vanno letti nel contratto.
Posso aggiungere una batteria al sodio a un fotovoltaico già installato?
Spesso è possibile, ma non sempre. Dipende dall'inverter esistente, dal tipo di collegamento (lato corrente alternata o continua) e dalla potenza. La risposta arriva dopo la verifica tecnica dell'impianto.
Conviene una batteria al sodio o una al litio LFP?
Dipende da consumi serali, potenza richiesta, spazio disponibile, prezzo effettivo del sistema completo e compatibilità con l'impianto. Nessuna delle due è la scelta migliore in assoluto.
Vuoi capire quale sistema di accumulo è adatto al tuo fotovoltaico?
Contatta ErgonSì per una valutazione tecnica.