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Pompe di calore per capannoni industriali

Riscaldare e raffrescare un grande volume non è una questione di metri quadrati: servono altezza, dispersioni, ricambi d'aria, orari e potenza elettrica disponibile.

Unità esterna di una pompa di calore aria-aria fissata su staffe alla parete di un capannone a Martellago
Unità esterna installata da ErgonSì per il laboratorio SAEM a Martellago (VE). Leggi il caso SAEM.

Un capannone industriale è un edificio con regole proprie: volumi grandi, soffitti alti, portoni che si aprono, lavorazioni che producono calore o estraggono aria. Una pompa di calore può sostituire generatori a gas o GPL e dare anche il raffrescamento, ma solo se progettata su questi dati. ErgonSì segue il progetto dal sopralluogo alla manutenzione: progettazione, dimensionamento, scelta dei componenti, installazione e assistenza.

Perché i metri quadrati non bastano

Due capannoni da 500 m² possono avere fabbisogni molto diversi. Per dimensionare davvero servono:

Un esempio indicativo: con 1.000 m³/h di aria espulsa e 20 °C di differenza tra interno ed esterno, il carico sensibile aggiuntivo è dell'ordine di 6,7 kW. È un ordine di grandezza, non una misura: la portata reale degli aspiratori va rilevata. La ventilazione necessaria alla sicurezza e al processo non va ridotta per contenere i consumi.

Dal gas o dal GPL alla pompa di calore

La potenza del vecchio generatore dice cosa era stato installato, non cosa serve. Se oggi il capannone resta sotto temperatura, confrontare la spesa storica di gas o GPL con quella futura di elettricità può essere fuorviante: la nuova soluzione potrebbe dare più calore. Per una valutazione economica credibile servono fatture e consumi effettivi, ore di utilizzo, temperature di esercizio e un rendimento stagionale stimato sulle condizioni reali. Il raffrescamento è un servizio aggiuntivo e si conta a parte.

Aria-aria o aria-acqua, quando sono appropriate

Aria-ariaAria-acqua
Come distribuisceDirettamente nell'ambiente con unità interne, anche in quotaCon un circuito ad acqua (aerotermi, ventilconvettori, pannelli)
Riscaldamento e raffrescamentoCon la stessa macchinaDipende dai terminali installati
Cosa richiedePosizione e gittata delle unità interne studiate sull'altezza del localeDistribuzione ad acqua esistente o da realizzare; temperatura di mandata compatibile
Dove ha sensoGrandi volumi senza impianto ad acquaEdifici con circuito ad acqua da riutilizzare, uffici annessi, acqua calda

Non c'è una scelta valida per tutti: si decide dopo il sopralluogo, in base all'edificio e all'impianto esistente. L'installazione di apparecchi con refrigerante, come l'R32, va eseguita da personale abilitato secondo le istruzioni del costruttore e la normativa applicabile; ne parliamo in F-gas, climatizzazione e pompe di calore.

Cosa progettiamo

Altezza e stratificazione dell'aria

Orientamento delle unità, gittata dei flussi e, dove utili, sistemi di destratificazione si studiano insieme al fabbisogno: produrre abbastanza kilowatt non basta se il calore resta sotto la copertura.

Ricambi d'aria e condizioni produttive

Le aree delimitate da teli o pareti leggere non vanno escluse a priori dalla superficie da climatizzare: scambi d'aria e aspirazioni le collegano termicamente al resto del reparto. Ambienti con rischi specifici, come polveri o vapori infiammabili, richiedono valutazioni dedicate prima di scegliere macchine e posizioni.

Orari, temperature e regolazione

Fasce orarie, temperature richieste e programmazione si impostano sulle esigenze di produzione. Una buona regolazione evita sprechi e cicli inutili.

Distribuzione del calore

Posizione delle unità interne, percorsi delle linee, scarichi di condensa e collocazione dell'unità esterna fanno parte del progetto, non si lasciano al cantiere.

Fotovoltaico e accumulo come soluzioni integrabili

I consumi di una pompa di calore sono elettrici, e in un'azienda che lavora di giorno possono coincidere in parte con la produzione fotovoltaica. L'integrazione si valuta su consumi reali e profili orari, non per sentito dire: il dimensionamento parte dalle bollette, e un accumulo ha senso solo se i dati lo giustificano. Approfondisci in Fotovoltaico e accumulo. Per quadri elettrici e distribuzione, ErgonSì lavora con SAEM, partecipata al 50% da ErgonSì.

Conto Termico 3.0: cosa verificare

Il Conto Termico 3.0 è l'incentivo del GSE per gli interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili, disciplinato dal D.M. 7 agosto 2025. Per una pompa di calore elettrica che sostituisce un impianto esistente può essere applicabile, ma non è automatico: dipende da chi richiede, dall'intervento e dai requisiti tecnici. Le regole sotto sono un riepilogo non vincolante tratto dalle slide ufficiali del GSE; vanno verificate sul decreto e sul portale GSE prima di ogni decisione.

Chi richiedeCosa cambia
ImpreseAmmesse, con le limitazioni del Titolo V del decreto. La «richiesta preliminare di accesso agli incentivi» va inviata prima dell'avvio dei lavori. L'intensità massima dell'incentivo è limitata dal Titolo V. Pompe di calore a gas e sistemi ibridi a gas non sono incentivabili.
Persone fisiche e condominiAmmessi, con regole proprie. Per interventi su edifici residenziali tramite ESCO il decreto introduce soglie di potenza e di superficie.
Pubbliche amministrazioniAmmesse, con accesso diretto o prenotazione e, in alcuni casi, tramite ESCO.
Tipo di interventoPunti da verificare
Pompa di calore elettrica in sostituzione dell'impianto esistenteEfficienza stagionale minima (SCOP ed ηs) secondo i requisiti ecodesign; sostituzione integrale, oppure parziale solo se l'impianto esistente ha più generatori; impianto registrato nel catasto regionale, dove previsto; potenza massima ammessa per questa categoria di intervento 2.000 kW.
Documentazione tecnicaAsseverazione di un tecnico abilitato oltre 35 kW termici; relazione tecnica di progetto da 100 kW; diagnosi energetica e APE post operam da 200 kW; contabilizzazione del calore oltre 200 kW.

Non indichiamo percentuali né tempi di erogazione: dipendono da soggetto, intervento e calcolo del GSE. Nel caso del laboratorio SAEM la pratica è stata accettata dal GSE, ma l'importo riguarda l'intero progetto e non è un riferimento per altri interventi. Prima del preventivo verifichiamo con te se l'intervento rientra nei requisiti e come impostare la richiesta.

Fonti: GSE, webinar «Conto Termico 3.0: le regole applicative», 3 febbraio 2026 (Titolo III); D.M. 7 agosto 2025; pagina Conto Termico del GSE.

Come lavoriamo

  1. Prima valutazione, gratuita e senza impegno: capiamo edificio, impianto attuale e obiettivi.
  2. Sopralluogo, da concordare caso per caso: misure, volumi, aperture, aspirazioni, quadro elettrico.
  3. Calcolo di dispersioni e carichi, verifica della potenza elettrica e degli incentivi applicabili.
  4. Proposta tecnica con le alternative sensate e i dati sui quali si basano.
  5. Installazione e collaudo: prove di tenuta e vuoto, libretto di impianto, documentazione fotografica.
  6. Assistenza e manutenzione programmata.

Casi documentati

Dove lavoriamo

Lavoriamo a Venezia, Mestre, Martellago, Spinea e nei comuni vicini della provincia di Venezia. Per progetti industriali in altre zone, scrivici: valutiamo caso per caso.

Domande frequenti

Perché non si può dimensionare una pompa di calore sui metri quadrati del capannone?

Perché il fabbisogno dipende da volume e altezza, dispersioni di tetto, pareti e portoni, aria estratta dagli aspiratori, temperature richieste dalle lavorazioni e orari. Due capannoni con la stessa superficie possono avere carichi molto diversi.

Meglio una pompa di calore aria-aria o aria-acqua per un capannone?

Dipende dall'edificio. L'aria-aria distribuisce direttamente in ambiente e può riscaldare e raffrescare con la stessa macchina; l'aria-acqua richiede una distribuzione ad acqua e una temperatura di mandata compatibile. Si sceglie dopo il sopralluogo, non a priori.

Posso sostituire i generatori a gas o a GPL con una pompa di calore?

In molti casi sì, ma la potenza del vecchio generatore non indica quanto serve alla nuova macchina. Vanno verificati fabbisogno reale, potenza elettrica disponibile ed eventuale comfort oggi non raggiunto, che può far salire il consumo rispetto allo storico.

La potenza elettrica del capannone è un limite?

Può esserlo. Prima di scegliere i modelli si confrontano gli assorbimenti invernali alle diverse temperature esterne con la potenza disponibile e con i carichi contemporanei, come macchinari e compressori.

Il Conto Termico 3.0 copre sempre una pompa di calore industriale?

No. Dipende da soggetto, intervento e requisiti tecnici. Per le imprese valgono regole specifiche, tra cui la richiesta preliminare al GSE prima dell'avvio dei lavori. Verifichiamo i requisiti prima di impostare il preventivo.

Si può installare una pompa di calore in un reparto con aspirazioni o verniciatura?

Va valutato caso per caso. La ventilazione necessaria alla sicurezza e al processo non va ridotta per risparmiare energia, e gli ambienti con rischi specifici richiedono verifiche dedicate prima di scegliere macchine e posizioni.

Hai un capannone da riscaldare e raffrescare?

Partiamo dai dati dell'edificio e dell'impianto attuale. La prima valutazione è gratuita e senza impegno; il sopralluogo si concorda caso per caso.

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Vedi anche: Pompe di calore per uffici e attività commerciali · Soluzioni per le aziende

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La prima valutazione preliminare è gratuita e senza impegno. Ti diciamo con chiarezza cosa conviene fare, e cosa no.