Restauro a Treviso, puntata 1: gli scarichi nel getto di un futuro bed and breakfast
Primo intervento in un edificio in restauro: i tratti orizzontali delle colonne di scarico, in tubi Geberit con guaina fonoisolante, posati prima del getto.
A cura di Emanuele Frison · Cantiere in corso ErgonSì · Treviso, ottobre 2026

A Treviso stiamo lavorando al restauro completo di un edificio storico che diventerà un bed and breakfast. L’intervento è condotto da più imprese; ErgonSì si occupa della parte idraulica.
Racconteremo il cantiere a puntate, un intervento alla volta. Questa è la prima.
Questo è il racconto del primo intervento: la posa dei tratti orizzontali delle colonne di scarico, che restano inglobati nel calcestruzzo del getto. È un momento che dura pochi giorni, ma decide come funzionerà l’edificio per decenni.
1. Da dove partiamo
L’edificio è stato riportato ai muri portanti: intonaci rimossi, mattoni a vista, vecchi impianti ancora in parte appesi alle pareti. Le tracce degli impianti precedenti raccontano decenni di modifiche successive.

In un restauro completo gli impianti si progettano da zero, seguendo la nuova distribuzione degli spazi. In un bed and breakfast ogni camera ha il suo bagno, quindi servono più punti di scarico, distribuiti su tutto l’edificio.
2. I tratti orizzontali delle colonne, dentro il getto
Sul solaio è già stesa la rete elettrosaldata che verrà annegata nel getto. Prima che arrivi il calcestruzzo, posiamo i tratti orizzontali delle colonne di scarico in tubi Geberit, nella posizione definitiva, con i diametri adatti a ciascun tratto: Ø75, Ø90 e Ø110 mm, raccordati con braghe e curve a 45°.

Perché la guaina fonoisolante
Ogni tubazione è avvolta in una guaina fonoisolante, quella blu che si vede nelle foto. Una volta inglobato nel calcestruzzo, un tubo nudo trasmetterebbe alla struttura il rumore dell’acqua che scorre; la guaina lo separa dal getto e attenua questa trasmissione. Inoltre lascia al tubo un minimo di libertà per le dilatazioni dovute all’acqua calda e fredda. In una struttura ricettiva, dove le camere confinano tra loro, il silenzio degli scarichi fa parte del comfort degli ospiti.
Pendenza dell’1% e fissaggi saldi: il punto più importante
Le tubazioni sono posate con una pendenza costante verso le colonne: 1% per i tratti Ø90 e Ø110, cioè un centimetro di dislivello ogni metro, e 1,5% per i tratti Ø75, che con portate più piccole hanno bisogno di un po’ più di pendenza per trascinare i residui. Ogni tubazione è fissata saldamente al solaio con supporti e fascette. Per i collettori orizzontali dei sistemi a gravità Geberit indica una pendenza tra l’1% e il 5%: l’1% è il minimo, e proprio per questo nessuna pendenza deve ridursi durante il getto.
Il motivo è il getto. Il calcestruzzo arriva pesante e fluido: spinge, fa galleggiare i tubi vuoti e li può piegare. Un tubo non bloccato si solleva o si incurva, e una volta indurito il getto resta deformato per sempre. Basta un piccolo avvallamento per creare una contropendenza: lì l’acqua ristagna, si depositano residui e con il tempo lo scarico rallenta fino a intasarsi.
Dopo il getto non si corregge più nulla senza demolire il pavimento. Per questo pendenza e fissaggi si controllano tratto per tratto prima che arrivi il calcestruzzo.
3. Ispezioni e ventilazione

Nei punti di raccordo con le colonne sono previsti tappi di ispezione, per poter intervenire in futuro senza rompere nulla. Le colonne avranno anche la loro ventilazione: un tubo di sfiato che porta all’esterno l’aria degli scarichi. Senza ventilazione, quando scarica un bagno può svuotarsi il sifone di quello vicino, con gorgoglii e cattivi odori.
Tutte le aperture vengono chiuse e protette prima del getto, così nei tubi non entrano calcestruzzo o detriti.
4. Cosa succede adesso
Completati gli ultimi raccordi e lo sfiato, si potrà procedere con il getto del solaio. Poi arriveranno le distribuzioni di acqua calda e fredda e i bagni delle camere.
Al posto della caldaia: pompe di calore
La vecchia caldaia non verrà sostituita con un’altra caldaia. Il progetto prevede:
- due impianti a espansione diretta canalizzati per riscaldare e raffrescare, con comando indipendente bocchetta per bocchetta: ogni camera regola la sua temperatura, e quelle libere si possono spegnere;
- acqua calda sanitaria prodotta da una pompa di calore Zealux con bollitore da 1000 litri, dimensionato per i picchi di una struttura ricettiva, quando più ospiti fanno la doccia alla stessa ora.
L’intervento accede agli incentivi del Conto Termico 3.0. Ne parleremo nelle prossime puntate, insieme alla posa delle macchine e delle canalizzazioni.
Se stai ristrutturando
- Coinvolgi l’idraulico prima del getto, non dopo: è l’ultimo momento in cui posizioni e pendenze si cambiano senza demolire.
- Chiedi come sono fissati e protetti i tubi sotto il pavimento: pendenza, supporti, fascette, guaina.
- Verifica dove saranno le ispezioni: devono restare raggiungibili a lavori finiti.
- Pensa al rumore, soprattutto se le camere sono affiancate o sovrapposte.
- Fai fotografare gli impianti prima del getto: tra dieci anni sapere dove passa un tubo fa risparmiare tempo e demolizioni.
Stai progettando una ristrutturazione?
Coinvolgici dalla fase di progetto: impostiamo scarichi, distribuzione e impianto termico prima che i pavimenti li chiudano.
Cantiere in corso. Le fotografie non riportano dati identificativi del committente. Riferimento per le pendenze: Geberit, sistemi di scarico; dimensionamento secondo UNI EN 12056-2.