Impianto gas rifatto e caldaia nuova: un caso reale, dal contatore alla cucina
Quando si cambia la caldaia conviene guardare anche il gas: linea, attraversamenti, ventilazione e documenti. Ecco cosa abbiamo fatto in una giornata di lavoro.
A cura di Emanuele Frison · Intervento reale ErgonSì · Venezia, 10 settembre 2026

Cambiare la caldaia è spesso l’occasione per guardare anche l’impianto gas che la alimenta. Linea, attraversamenti dei muri, ventilazione della cucina e scarico dei fumi fanno parte dello stesso sistema: una caldaia nuova lavora bene solo se tutto il resto è in ordine.
In questo intervento, in un appartamento di Venezia, abbiamo rifatto la linea gas dal contatore alla cucina, installato una nuova Remeha Avanta Ace 28C a condensazione, lavato e trattato l’acqua dell’impianto. Il lavoro è stato fatto in una giornata.
1. La nuova linea gas, dal contatore alla cucina
Perché rifarla. La linea esistente aveva un diametro insufficiente per la nuova caldaia. Una caldaia da 28 kW in produzione di acqua calda chiede molto gas in poco tempo: se il tubo è troppo piccolo la pressione all’ingresso dell’apparecchio cala proprio quando serve, e la caldaia lavora male o va in blocco. Per questo abbiamo rifatto la linea con un diametro adeguato.
La linea parte a valle del contatore, sul balcone. Qui abbiamo installato una valvola di intercettazione da 1″ con presa di pressione, utile per le misure durante le verifiche, seguita da un flessibile in acciaio inox e da un raccordo a tre pezzi in ottone, che permette di smontare il tratto senza tagliare i tubi.
Da lì la tubazione prosegue in rame Ø28 mm a vista lungo la parete esterna, fissata con collari, fino al punto di ingresso in cucina. Le giunzioni sul rame sono a pressare, con un sistema idoneo per il gas; quelle sui componenti in ottone sono filettate.


L’attraversamento del muro
Il punto più delicato di una linea gas è il passaggio attraverso una parete. Qui il tubo in rame passa in un unico pezzo, senza giunzioni, dentro un tubo di protezione Ø50 mm. Una giunzione nascosta nel muro non sarebbe ispezionabile: per questo nell’attraversamento non ce n’è nessuna.
2. In cucina: piano cottura e caldaia separati
In cucina la linea scende sotto il lavello e si divide con un raccordo a T:
- verso il piano cottura, una derivazione dedicata con valvola a squadra da ½″, in posizione accessibile;
- verso la caldaia, un tratto in rame Ø18 che si collega alla tubazione esistente Ø16, mantenuta in servizio dopo la verifica di integrità e tenuta. Sotto la caldaia c’è una nuova valvola di intercettazione da ¾″.

Separare le due utenze significa poter chiudere il gas a una sola delle due. Ad esempio si può intervenire sulla caldaia lasciando funzionare i fornelli.
Parte nuova e parte esistente, scritte chiare
Nella documentazione abbiamo tenuto distinte la tubazione nuova e quella esistente riutilizzata. La dichiarazione di conformità deve descrivere il lavoro fatto davvero: il tratto Ø16 risulta come tubazione esistente, riutilizzata dopo la verifica di idoneità e tenuta, e non come nuova installazione.
3. Ventilazione della cucina e cappa
Un piano cottura a gas consuma aria e produce fumi nel locale. La cucina ha un’apertura permanente di ventilazione verso l’esterno con sezione libera di 130 cm², e la cappa aspirante scarica direttamente all’esterno, attraverso la parete.

La ventilazione non va mai chiusa, nemmeno d’inverno quando entra aria fredda. Le norme tecniche sugli impianti gas domestici fissano le sezioni minime in base agli apparecchi presenti nel locale.
4. La nuova caldaia e lo scarico dei fumi
La nuova caldaia è una Remeha Avanta Ace 28C, a condensazione e a camera stagna: l’aria per la combustione arriva da fuori e i fumi escono da un condotto coassiale, cioè due tubi uno dentro l’altro.


Perché a parete. Lo scarico a parete sostituisce lo scarico esistente. Portare i fumi a tetto non era possibile, quindi abbiamo scelto lo scarico a parete, posizionando il terminale nel rispetto delle distanze previste dalla UNI 7129 da finestre, aperture, balconi e altri elementi della facciata.
Il percorso dei fumi è corto: kit di partenza coassiale, un tratto di circa 15 cm, una curva a 90°, un tubo da un metro e il kit terminale per lo scarico a parete. Lunghezze e curve devono restare dentro i limiti indicati dal costruttore per il modello installato.
5. Lavaggio e trattamento dell’acqua
Prima di mettere in servizio la caldaia nuova, l’impianto di riscaldamento è stato lavato e trattato con il sistema perma-trade, che riduce i sali disciolti nell’acqua. Sotto la caldaia abbiamo installato un defangatore magnetico, che trattiene fanghi e magnetite, e un dosatore di polifosfati sull’acqua sanitaria contro il calcare.

Le misure sull’acqua trattata:


Come funziona il trattamento e perché si misurano pH e conducibilità lo abbiamo spiegato in questo caso di sostituzione caldaia.
6. Le verifiche finali
Prova di tenuta dell’impianto gas

Prima della messa in servizio l’impianto è stato sottoposto a prova di tenuta secondo la UNI 11137-1: pressione di prova 2360 Pa, volume dell’impianto 5,95 dm³, perdita misurata 0,03 dm³/h, ispezione visiva con esito positivo.
Analisi di combustione
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Temperatura fumi | 71,5 °C |
| Ossigeno (O₂) | 4,6% |
| Anidride carbonica (CO₂) | 9,1% |
| CO corretto (3% O₂) | 189 ppm |
| Eccesso d’aria (λ) | 1,28 |
| Rendimento di combustione | 97,6% |
Il rendimento di combustione descrive la prova in quel momento. Non indica il rendimento stagionale né il risparmio in bolletta, che dipendono dall’uso dell’impianto durante l’anno.
Documenti
A fine lavoro sono stati consegnati il libretto di impianto aggiornato e il rapporto di controllo di efficienza energetica (RCEE). Per l’impianto gas, la dichiarazione di conformità riporta materiali, diametri, tipo di posa e giunzioni di ogni tratto.
Cosa chiedere se cambi caldaia
- Lo stato della linea gas: diametro adeguato alla nuova caldaia, giunzioni, attraversamenti dei muri.
- Le valvole: una per ogni apparecchio, in posizione accessibile.
- La ventilazione della cucina, se c’è un piano cottura a gas.
- Lo scarico dei fumi: percorso, lunghezze, terminale.
- Il trattamento dell’acqua: lavaggio, defangatore, dosatore.
- I documenti: prova di tenuta, analisi fumi, libretto, RCEE e dichiarazione di conformità che distingue la parte nuova da quella esistente.
Devi cambiare caldaia o sistemare l’impianto gas?
Partiamo da un sopralluogo: verifichiamo linea, ventilazione e scarico fumi e ti diciamo cosa serve davvero.
Fonti e note
Il caso è ricostruito dall’elenco materiali e posa redatto in cantiere, dalle fotografie, dalla targa della caldaia, dalla foto della prova di tenuta, dalle misure dell’acqua e dal rapporto dell’analizzatore Seitron Chemist 502. Le fotografie non riportano dati identificativi del cliente. Per gli impianti gas domestici valgono la serie UNI 7129, la UNI 11137-1 per la verifica di tenuta, il DM 37/2008 per la dichiarazione di conformità e le istruzioni del costruttore della caldaia.