Scaldabagno nuovo: perché serve anche il vaso di espansione
Il preventivo del nuovo scaldabagno ha il vaso di espansione, quello del vecchio no. Non è un ricarico: è la differenza tra un apparecchio che dura e una valvola che gocciola.
A cura di Emanuele Frison · Versione tecnica, con norme e dimensionamento: Appunti dal campo
Hai chiesto un preventivo per cambiare lo scaldabagno, elettrico o in pompa di calore, e tra le voci c’è un vaso di espansione. Il vecchio non lo aveva. Ti viene il sospetto che sia una voce in più, aggiunta per far salire il totale.
Capisco il dubbio. Ma non è così, e ti spiego perché.
La domanda sbagliata: «Perché prima non serviva?»
Serviva anche prima. Solo che il lavoro lo faceva lo scaldabagno stesso.
Quando l’acqua si scalda, aumenta di volume. In un apparecchio da 80 litri sono circa un litro e mezzo, in uno da 300 litri circa cinque litri e mezzo. Quell’acqua in più deve andare da qualche parte. All’ingresso dello scaldabagno c’era anche prima una valvola di non ritorno, quindi non poteva tornare nella rete. Nei vecchi modelli, però, nella parte alta del serbatoio restava una piccola camera d’aria: l’aria si comprimeva e assorbiva la dilatazione. Era un vaso di espansione, solo che stava dentro l’apparecchio.
Oggi quella camera d’aria non c’è più. I modelli attuali sono costruiti per restare pieni, e tra le ragioni, si dice, c’è anche il rischio legionella: una sacca d’aria è uno dei punti in cui il batterio può proliferare. Non è scritto in una norma, lo dico per esperienza di cantiere. In più, gli apparecchi si collegano con un gruppo di sicurezza, come richiede dal 2003 una circolare del Ministero.
Risultato: l’acqua che si dilata non ha più il suo cuscino. Serve un posto che lo faccia al suo posto. Quel posto è il vaso di espansione.
Cosa succede se non c’è
Lo vedo spesso. Il nuovo scaldabagno è installato da poco e la valvola sotto l’apparecchio gocciola ogni volta che scalda. Qualcuno la sostituisce e dopo un mese ricomincia. La valvola non è difettosa: fa il suo lavoro, troppe volte.
- la valvola di sicurezza perde acqua di continuo, e con il calcare e lo sporco smette di chiudere bene;
- tubi, raccordi e apparecchio lavorano ripetutamente in pressione;
- aumentano i rischi di guasti e perdite, spesso fuori garanzia.
Un vaso da pochi litri costa meno di due valvole sostituite. E, soprattutto, non ti costringe a convivere con una goccia che cade.

Cosa trovi nel nostro preventivo
- lo scaldabagno, elettrico o in pompa di calore, dimensionato su quante persone lo usano;
- il gruppo di sicurezza con lo scarico libero e visibile;
- il vaso di espansione sanitario correttamente dimensionato, installato e precaricato;
- sali e accessori di installazione;
- prima accensione, collaudo e dichiarazione di conformità.
Per lo scaldabagno in pompa di calore, installato completo, la nostra stima online indica una forbice da circa 1.800 € (100 litri) a 3.500 € (300 litri), IVA 10% inclusa. Il prezzo definitivo si fissa dopo il sopralluogo gratuito.
Domande che ci fanno
Il mio vecchio scaldabagno funzionava senza. Era sbagliato?
No. Funzionava perché l’impianto intorno era fatto diversamente. Con gli apparecchi e le regole di oggi non funzionerebbe allo stesso modo.
Posso risparmiare e non metterlo?
Il risparmio dura poco: la valvola comincia a gocciolare e il guasto costa più del vaso. Se il costruttore integra già un sistema di compensazione nell’apparecchio, lo leggiamo sulla scheda tecnica e te lo diciamo. Lo verifichiamo caso per caso, non per abitudine.
Con la pompa di calore cambia qualcosa?
Il principio è lo stesso: acqua che si scalda, volume che aumenta, circuito chiuso. Il vaso si dimensiona sulla capacità dell’accumulo, da 100 a 300 litri.
Perché non basta la valvola?
La valvola è una protezione di emergenza. Il vaso toglie la causa del problema. Metterne una senza l’altro vuol dire usare ogni giorno un dispositivo pensato per le emergenze.
In sintesi
Un vaso di espansione non è un extra. È la parte dell’impianto che nessuno guarda, e che decide quanto dura il resto. Per questo lo trovi nel preventivo, scritto chiaro, con la sua misura.
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Fonti
- Circolare Ministero Attività Produttive 26 marzo 2003: scaldacqua ad accumulo collegati tramite gruppo di sicurezza idraulica (UNI EN 1487).
- Caleffi: l’espansione dell’acqua, i colpi d’ariete, il pericolo Legionella.