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Pompa di calore aria-aria in un laboratorio alto 7 metri: Templari KITA AIR VRF al posto dei tubi radianti

Riscaldare e raffrescare un laboratorio alto sette metri con una sola pompa di calore aria-aria: da dove siamo partiti, cosa abbiamo installato e quali verifiche abbiamo fatto prima di consegnare l’impianto.

A cura di Emanuele Frison · Intervento reale ErgonSì · Martellago (VE), installazione di fine giugno – inizio luglio 2026

Laboratorio con generatore radiante appeso al soffitto prima dell’intervento
Prima: uno dei due generatori radianti appesi al soffitto del laboratorio.
Unità interna Templari a parete, in quota, sopra le finestre del laboratorio
Dopo: l’unità interna Templari a parete, in quota, sopra le finestre del laboratorio.

Un laboratorio alto sette metri è uno degli ambienti più difficili da climatizzare bene: l’aria calda sale, il volume da trattare è grande e il comfort si misura all’altezza delle persone, non a quella del soffitto. In questo intervento, eseguito per SAEM, società del nostro gruppo che costruisce quadri elettrici a Martellago, abbiamo sostituito i due generatori radianti a soffitto del reparto con una pompa di calore aria-aria Templari KITA AIR VRF.

Nello stesso progetto le due caldaie degli uffici sono state sostituite da due pompe di calore aria-acqua Zealux. Qui raccontiamo la parte del laboratorio, perché è quella con più vincoli da risolvere.

1. Il punto di partenza

Il reparto produttivo ha una superficie di circa 230 m² e un’altezza di circa 7 metri, quindi un volume di circa 1.600 m³ (dati dal nostro calcolo preliminare). Era riscaldato da due generatori radianti a metano fissati al soffitto, con bruciatore.

Secondo generatore radiante a soffitto nel laboratorio, con finestre a nastro sullo sfondo
Il secondo generatore a soffitto, visto dal lato opposto del laboratorio.
Unità esterna della pompa di calore Templari fissata a parete su staffe in acciaio, con tubazioni e scarico condensa
L’unità esterna fissata alla parete esterna del capannone, su staffe in acciaio.

Con un solo apparecchio al posto di due, la scelta è stata quella di partire dall’edificio e non dalla potenza dei vecchi generatori: la potenza di una vecchia caldaia dice cosa era stato installato, non cosa serve davvero. Per approfondire come si imposta questa valutazione su un capannone, abbiamo raccontato un altro caso: climatizzazione di un capannone industriale: 5 verifiche decisive.

2. La macchina: Templari KITA AIR VRF

Targa dati della pompa di calore Templari KITA AIR VRF con potenze, alimentazione e refrigerante R32
La targa dati della pompa di calore installata.

I dati di targa dell’unità installata:

Dato di targaValore
ModelloTemplari KITA AIR VRF
Anno di produzione2026
Potenza termica (aria esterna 7 °C, aria interna 20 °C)34,8 kW
Potenza frigorifera (aria esterna 35 °C, aria interna 27 °C)34,8 kW
Alimentazionetrifase 400 V, 50 Hz
Corrente massima assorbita14,4 A
RefrigeranteR32, carica 7,4 kg (4.995 kg di CO₂ equivalente)
Categoria PEDII
Pressione massima ammissibile40,5 bar

Le potenze sono quelle di targa, dichiarate secondo la norma EN 14511 nelle condizioni di prova indicate: nell’uso reale il rendimento dipende da temperatura esterna, carichi e regolazione, e per questo nell’articolo non attribuiamo all’impianto risparmi o consumi ancora da misurare.

Due aspetti pratici di questa famiglia di macchine:

3. L’installazione

L’unità esterna è stata fissata alla parete esterna del capannone su staffe in acciaio, con il tubo di scarico della condensa e le linee frigorifere portati lungo la facciata. Il montaggio in quota è stato eseguito con un ponteggio mobile.

Unità esterna Templari KITA AIR con ventilatore e logo, fissata alla parete del capannone
L’unità esterna a installazione ultimata.

L’unità interna si trova all’interno del laboratorio, a parete e in quota, sopra le finestre a nastro: da lì immette l’aria nell’ambiente. In un locale così alto la posizione dell’unità interna e la direzione del flusso contano quanto la potenza, perché l’obiettivo è portare il calore dove lavorano le persone e non lasciarlo sotto il soffitto.

4. Prova di tenuta e vuoto, prima della messa in servizio

Prima di caricare e avviare un impianto frigorifero si verifica che le linee non perdano e che al loro interno non restino aria e umidità. Le due fotografie mostrano lo strumento digitale usato in cantiere:

Strumento digitale che mostra circa 40,6 bar durante la prova di tenuta delle linee frigorifere
Prova di tenuta: lo strumento registra circa 40,6 bar e un tempo di prova di 4 ore e 12 minuti.
Vacuometro digitale che mostra un vuoto profondo, con temperatura equivalente di -42,5 gradi centigradi
Vuoto: il vacuometro indica una temperatura di ebollizione equivalente di −42,5 °C.

La prova di tenuta mette le linee in pressione e controlla che il valore resti stabile nel tempo; il vuoto serve a eliminare aria e umidità prima di immettere il refrigerante. Sono passaggi poco visibili, ma sono quelli che decidono se la macchina durerà e se il gas resterà dove deve stare.

5. Libretto di impianto e documentazione

A fine lavori il generatore è stato registrato nel libretto di impianto (installazione del 2 luglio 2026, refrigerante R32). Abbiamo inoltre raccolto la documentazione fotografica del prima e del dopo — i vecchi generatori rimossi, le nuove unità, le targhe — perché è il materiale richiesto per le pratiche di incentivo: la pratica è stata presentata al GSE con asseverazione e relazione tecnica di un ingegnere abilitato.

6. Incentivo e attestati: i numeri

La pratica Conto Termico 3.0 è conclusa e accettata dal GSE: l’incentivo riconosciuto è di 62.000 €, in due rate da 31.000 €. L’importo riguarda l’intero progetto SAEM (laboratorio e uffici) e comprende anche l’installazione di 4 colonnine di ricarica Silla da 22 kW, quindi non va letto come contributo alla sola pompa di calore del laboratorio.

Gli attestati di prestazione energetica (APE) dell’edificio, redatti prima e dopo i lavori con calcolo convenzionale, riportano:

Dato (APE)PrimaDopo
Impianto di riscaldamentogeneratori a gas naturalepompe di calore (aria-aria 34,8 kW e aria-acqua 52 kW)
Energia primaria non rinnovabile (EPgl,nren)129,28 kWh/m²·anno81,05 kWh/m²·anno
Emissioni di CO₂25,89 kg/m²·anno19,12 kg/m²·anno

Sono valori convenzionali di calcolo su tutto l’edificio (circa 700 m² riscaldati), non consumi misurati: la differenza reale dipende dall’uso e va verificata con le bollette.

7. Se hai un capannone o un laboratorio da riscaldare

Prima di chiedere un preventivo, conviene raccogliere questi dati:

Hai un laboratorio o un capannone da climatizzare?

Partiamo dal sopralluogo: misuriamo volume e altezza, verifichiamo la potenza elettrica e ti proponiamo la soluzione adatta, senza sorprese in cantiere.

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Fonti e note

Il caso è ricostruito dalle fotografie dell’intervento, dalla targa della pompa di calore, dal libretto di impianto, dagli APE prima e dopo i lavori e dal nostro calcolo preliminare. Le fotografie non riportano dati identificativi di persone. Per installazione, collaudo e manutenzione di apparecchi a refrigerante R32 valgono le istruzioni del costruttore e la normativa applicabile; si veda anche la nostra pagina su F-gas, climatizzazione e pompe di calore.

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